Oscar 2012: chi vincerà come MIGLIOR FILM?
Mancano meno di 36 ore all’inizio dell’evento cinematografico più famoso e atteso dell’anno. In lizza per la categoria MIGLIOR FILM, concorrono quest’anno nomi importanti come Martin Scorsese, Woody Allen, Steven Spielberg.
Una guerra tra titani, dunque, ma chi sarà secondo te, ad aggiudicarsi l’ambita statuetta d’oro?
FORREST GUMP
In quel luogo dove la realtà si confonde con la fantasia delle fiabe e i sogni si possono avverare, un uomo di scarsa intelligenza, ma con una forte purezza d’animo, accompagna lo spettatore lungo un viaggio interiore dal quale è difficile fare ritorno. “La vita non ti sembrerà più la stessa dopo averla vista attraverso gli occhi di Forrest Gump”, dice il narratore. E forse è davvero così.
Nato dalla penna di Winston Groom, il personaggio di Forrest Gump è un’anima ingenua gettata nella mischia della vita, che lo risucchierà in un vortice di eventi incre
dibili saldamente intrecciati alla storia americana contemporanea. Per Robert Zemeckis, che ha riportato la storia sul grande schermo nel 1994, l’esistenza di Forrest è come una piuma trasportata dal vento, leggera e bianca come l’innocenza di un uomo semplice ma forte dei valori che gli sono stati insegnati; famiglia, amore e amicizia sono infatti i cardini dei principi cui è completamente devoto. La saggezza della madre (Sally Field), che lo alleva con una forte determinazione morale nonostante il suo handicap, l’assoluta adorazione per Jenny (Robin Wright), l’amica alla quale dedica tutto il suo amore, la fedeltà a Buba (Mykelti Williamson) e il Tenente Dan (Gary Sinise), gli amici cui si lega per tutta la vita durante la Guerra in Vietnam. Tom Hanks prende le redini di un ruolo importante per la sua carriera e per la storia del cinema, quello che più di altri gli farà toccare il picco di un successo intramontabile dando un volto all’animo ingenuo di Forrest Gump.
Seduto su una panchina alla fermata dell’autobus, Forrest aspetta. Aspetta sì l’autobus, ma soprattutto l’epilogo della sua incredibile vita, iniziando a raccontarla alle persone sedute accanto a lui. Tutto inizia raccogliendo una piuma che, dopo aver danzato per i cieli di Savannah, gli si adagia casualmente sulle scarpe; mettendola al sicuro tra le pagine del libro che gli leggeva sua madre, e che tiene nella sua valigetta colma di ricordi, prende la parola. Così come appunto una piuma trasportata dal vento, Forrest ha affrontato la vita facendosi trasportare dalla corrente degli eventi diventando, suo malgrado, uno dei protagonisti della storia americana. Seguendo fedelmente i precetti degli insegnamenti materni -che si sintetizzano nel fare il proprio dovere o mantenere le promesse fatte- e i consigli di Jenny –“Corri Forrest, corri!”-, questo ottiene innumerevoli riconoscimenti per il suo operato stringendo la mano ai vari Presidenti degli Stati Uniti che si susseguono. Grazie al rotoscoping, l’effetto del digital composing tramite cui un attore viene inserito in un vecchio filmato, Forrest stringe la mano infatti a J. F. Jennedy e riceve la medaglia al valore da Lyndon Johnson entrando quindi nella storia contemporanea come fosse realmente vissuto. Questo magico effetto digitale, minuziosamente curato nei dettagli, non a caso è stato premiato con una statuetta dell’Academy Awards, ricevendo il giusto riconoscimento per aver varato i nuovi orizzonti del cinema digitale.
Forrest Gump è dunque un personaggio reale trasportato dalle correnti della vita sulle note delle musiche di Alan Silvestri; naviga alla deriva, lasciando che sia la vita stessa a indicargli la strada da seguire verso i suoi affetti più cari. E’ proprio attorno a loro, infatti, che ruota l’esistenza di Forrest: la mamma prima di tutto, una donna protettiva e determinata che non gli farà mai mancare niente, nemmeno la saggezza in punto di morte. Jenny, sua vera missione di vita, che non riesce a trovare il suo posto nella vita perché maltrattata da piccola; sfuggevole ma al tempo stesso legata profondamente al protagonista. Buba, il soldato di colore che gli offre un’amicizia sincera sin dal primo momento, fissato per la pesca dei gamberi, e che gli proporrà di entrare in società per avviarne il commercio. E infine il Tenente Dan, l’ufficiale dell’esercito, scontroso e orgoglioso ma che nel profondo dell’animo affida le sue insicurezze alla spontanea tenerezza del protagonista. Attraverso questi quattro personaggi, Forrest affronta una vita straordinaria difendendosi dai pregiudizi in merito alla sua scarsa intelligenza con un “Stupido è chi lo stupido fa” e ben conscio che alla fine “La vita è come una scatola di cioccolatini: non sai mai quello che ti capita”, così come gli insegna sua madre. Ed è proprio il forte valore che egli dà ai valori stessi –famiglia, amore, amicizia- che Forrest Gump diventa l’eroe americano dell’immaginario collettivo: l’ingenua spensieratezza rafforzata dal senso del dovere lo porterà infatti a non essere un vinto; l’affetto e il coraggio che lo spinge a seguire Jenny nelle sue disgraziate avventure lo renderà un padre attento e affettuoso. La promessa fatta a Buba poco prima che morisse, quella di entrare nel commercio dei gamberi, farà di lui un uomo incredibilmente ricco tramite la Buba Gump Corp. che mette su –di cui, per onestà, cede la metà del ricavato alla madre del ragazzo caduto in guerra-. E ancora il Tenente Dan, che vede in lui solo l’uomo che gli ha fatto perdere le gambe e non l’uomo che gli ha salvato la vita in Vietnam, si lascerà travolgere dallo spirito candido dell’amico uscendo dal vortice dell’alcolismo e impegnandosi a mantenere anche lui le promesse fatte a Forrest secondo l’esempio che quest’ultimo gli ha dato. Infine la mamma, esile ma determinata donna dell’Alabama, che fino all’ultimo respiro lo consola per la malattia che la porterà alla morte, trasmettendogli fiducia e sicurezza.
Tornato a un’altra fermata dell’autobus, quella per accompagnare il figlio a scuola, Forrest si trova a sfogliare il libro della sua infanzia facendo cadere a terra la piuma senza accorgersene. Ed è così che questa riprende il suo percorso: accarezzata dal vento ondeggia nel cielo come a riassumere l’epilogo della storia; quello secondo cui la mamma aveva forse ragione: la vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita.
SCHEDA
Titolo originale: Forrest Gump. Anno: 1994. Genere: drammatico. 137 min. Colore. USA. Regia: Robert Zemeckis. Soggetto: Winston Groom. Sceneggiatura: Eric Roth. Fotografia: Don Burgess. Musiche: Alan Silvestri. Produzione: Wendy Finerman, Steve Tisch, Steve Starkey per Paramount Pictures. Interpreti: Tom Hanks, Robin Wright, Gary Sinise, Sally Field, Mykelti Williamson, Haley Joel Osment, Michael Conner Humphreys, Mary Ellen Trainor, Rebecca Williams, Harold G. Herthum, George Kelly, Sam Anderson, Margo Moorer, Ione M. Telech.
RICONOSCIMENTI
ACADEMY AWARDS 1995, Oscar per: Miglior film (Wendy Finerman, Steve Starkey, Steve Tisch), Miglior regia (Robert Zemeckis), Miglior attore protagonista (Tom Hanks), Miglior sceneggiatura non originale (Eric Roth), Miglior montaggio (Arthur Schmidt), Migliori effetti speciali (Ken Ralston, George Murphy, Stephen Rosenbaum, Allen Hall).
GOLDEN GLOBE 1995: Miglior film drammatico (Wendy Finerman, Steve Starkey, Steve Tisch), Miglior regia (Robert Zemeckis), Miglior attore in un film drammatico (Tom Hanks).
PREMIO BAFTA 1995: Migliori effetti speciali (Ken Ralston, George Murphy, Stephen Rosenbaum, Allen Hall).
NATIONAL BOARD OF REVIEW AWARD 1994: Miglior film (Wendy Finerman, Steve Starkey, Steve Tisch), Miglior attore protagonista (Tom Hanks), Miglior attore non protagonista (Gary Sinise).
SATURN AWARD 1995: Miglior film fantasy (Wendy Finerman, Steve Starkey, Steve Tisch), Miglior attore non protagonista (Gary Sinise).
CHICAGO FILM CRITICS ASSOCIATION AWARD 1995: Miglior attore protagonista (Tom Hanks).
KANSANS CITY FILM CRITICS CIRCLE AWARD 1995: Miglior attore protagonista (Tom Hanks).
SCREEN ACTORS GUILD AWARDS 1995: Miglior attore protagonista (Tom Hanks).
CIAK D’ORO 1995 per: Miglior film straniero (Wendy Finerman, Steve Starkey, Steve Tisch).
MOTION PICTURE SOUND EDITORS 1995: Miglior montaggio sonoro (Gloria S. Borders e Randy Thom).
Forrest Gump: il trailer, gli Oscar, la colonna sonora e la scena più famosa
IL TRAILER
LA SCENA PIU’ FAMOSA: “CORRI FORREST!”
LA NOTTE DEGLI OSCAR: TOM HANKS MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
LA COLONNA SONORA DI ALAN SILVESTRI
TUTTI GLI UOMINI DEL PRESIDENTE
A soli 4 anni dallo scandalo che portò alle prime dimissioni di un Presidente degli Stati Uniti d’America –Richard Nixon-, il regista Alan J. Pakula decide di portare sul grande schermo la storia delle inchieste giornalistiche seguite, a tal proposito, dai reporter Bob Woodward e Carl Bernstein. Basandosi sull’omonimo libro dei due giornalisti, questo ingaggia Dustin Hoffman e Robert Redford per impersonarli nel cuore della redazione del Washington Post, dove porteranno alla luce i nomi delle persone immischiate nella faccenda.
Si tratta del Watergate, lo scandalo politico dovuto alle intercettazioni del Partito Repubblicano, capitanato da Nixon, nei confronti di quello Democratico al fine di controllare e manipolare la sua rielezione. Mai prima di allora un Presidente degli Stati Uniti d’America era stato indagato per simili questioni di spionaggio né tanto meno di corruzione o abuso di potere, e la miccia della bomba mediatica contro Nixon fu accesa proprio dalle inchieste dei due giornalisti del Washington Post.
L’interesse per l’indagine giornalistica nacque durante l’udienza degli uomini arrestati al Watergate Hotel -coloro che sistemarono le cimici nella sede del Partito Democratico-, dove Woodward (Redford) scoprì che alcuni di questi erano agenti della CIA. Essendo in piena campagna elettorale, il giornalista intuì subito il possibile collegamento tra i fatti emersi e l’Intelligence, ma essendo tra i nuovi assunti della redazione gli venne affiancato un cronista con maggiore esperienza, Bernstein (Hoffman). Questi inizieranno dunque un’interminabile inchiesta, della quale non avrebbero mai potuto immaginarne la disastrosa conclusione.
Il forte approccio al realismo che determina le opere di Pakula, così come per i suoi colleghi Martin Scorsese e Francis Ford Coppola ad esempio, unito ai temi di sfondo storico/sociale rendono l’opera lenta e dettagliata nella sua interezza; forse a voler indicare le estenuanti tempistiche di un’inchiesta tanto delicata con una posta in gioco davvero scottante, il film riporta fedelmente le piccole conquiste giornaliere della coppia di giornalisti che cercano più di tutto la verità per smascherare uno dei più grandi scandali della storia americana.
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SCHEDA
Titolo originale: All the President’s men. Anno: 1976. Genere: drammatico, storico. 138 min. Colore. USA. Regia: Alan J. Pakula. Soggetto: Bob Woordward, Carl Bernstein. Sceneggiatura: William Goldman. Fotografia: Gordon Willis. Musiche: David Shire. Produzione: Walter Coblenz. Interpreti: Dustin Hoffman, Robert Redford, Jack Warden, Martin Balsam, Hal Holbrook, Jason Robards, Jane Alexander, Meredith Baxter, Ned Beatty, Stephen Collins, Penny Fuller, Robert Walden, John McMartin, Nicolas Coster, Polly Holliday, Paul Lambert.
RICONOSCIMENTI
NATIONAL BOARD OF REVIEW AWARD 1976: Miglior film (Alan J. Pakula), Miglior regia (Alan J. Pakula), Miglior attore non protagonista (Jason Robards).
ACADEMY AWARDS 1977, Oscar per: Miglior attore non protagonista (Jason Robards), Miglior sceneggiatura non originale (William Goldman), Miglior scenografia (George Jenkins, George Gaines), Miglior sonoro (Arthur Piantadosi, Les Fresholtz, Rick Alexander, James E. Webb).
KANSAS CITY FILM CRITICS CIRCLE AWARD 1977: Miglior attore non protagonista (Jason Robards).
NEW YORK FILM CRITICS CIRCLE AWARD 1977: Miglior film (Alan J. Pakula), Miglior regia (Alan J. Pakula), Miglior attore non protagonista (Jason Robards).
