RobbiSaet

I 100 film americani migliori di sempre

BEN-HUR

Finalmente sono riuscita a vedere Ben-Hur, anche se in due tempi diversi a causa, ahimè, della sua lunghezza epica! Bene, ora eccomi qui a commentarlo. Che dire. Ben-Hur è già di per sé un nome e titolo importante che al sol pensiero ci fa un po’ rabbrividire. Saranno le 3 ore e mezza, saranno l’ambientazione e la trama un po’ pompose, ma infondo.. che ci si può aspettare da un kolossal? Celebre film del ’59, strapremiato, Ben-Hur è uno di quei classici che più classici non si può. La storia è ambientata nell’ “anno del Signore 26”, durante la dominazione romana in Giudea; i costumi e le scenografie sono fedelmente riprodotti secondo il capitolo storico in questione, mentre i dialoghi e la movenza dei personaggi richiamano un tecnica teatrale in cui l’enfasi dei gesti e delle frasi ad effetto (riprese pari passo dal Vangelo) danno maggior carattere e peso alla trama. La storia si svolge sullo sfondo dell’avvento di Cristo e dei suoi ultimi anni di vita, durante cui si assiste alla rivoluzione religiosa che vede l’affermarsi dell’adorazione di un “unico vero dio”. Più che lo svolgersi della trama in sé, ciò che determina maggiormente l’intreccio narrativo è lo scontro di pensiero tra i primi cristiani e i romani di stampo ancora pagano: questa è infatti la scintilla principale che fa accendere l’odio tra i due amici d’infanzia Giuda Ben-Hur –ricco principe giudeo- e Messala –comandante delle legioni romane, corrotto dal potere acquisito-. Uno scontro di opinioni, di credenze e di tradizioni sottomesse al dominio romano che sfocerà in odio, tradimenti e conseguente vendetta.
Ispirato all’omonimo romanzo di del generale Lew Wallace, l’epico-biblico kolossal Ben-Hur vanta un posto speciale nella storia del cinema: la maestosa corsa delle quadriglie, una delle più spettacolari scene d’azione e l’aver sbancato all’Academy Awards del 1960, vincendo 11 statuette su 12 –record mantenuto per ben 38 anni, fino all’uscita di Titanic- donano l’immortalità a questo grande classico.

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SCHEDA

Titolo originale: Ben-Hur. A Tale of the Christ.  Anno: 1959. Genere: Kolossal, storico. 213 min. Colore. USA. Regia: William Wyler. Sceneggiatura: Karl Tunberg. Fotografia: Robert Surtees. Musica: Miklós Rózsa. Produzione: Sam Zimbalist per MGM. Interpreti: Charlton Heston, Jack Hawkins, Haya Harareet, Stephen Boyd, Hugh Griffith, Martha Scott, Cathy O’Donnell, Frank Thring, Finlay Currie, Mino Doro, Claude Heater, Sam Jaffe. 

RICONOSCIMENTI

ACADEMY AWARDS 1960: Oscar per: Miglior film (Sam Zimbalist), Miglior regia (William Wyler), Miglior attore protagonista (Charlton Heston), Miglior attore non protagonista (Hugh Griffith), Migliore fotografia (Robert Surtees), Migliore montaggio (Ralph E. Winters, John D. Dunning), Migliore colonna sonora (Miklós Rózsa), Migliore scenografia (William A. Horning, Edward C. Carfagno, Hugh Hunt), Migliori costumi (Elizabeth Haffenden), Migliori effetti speciali (A. Arnold Gillispie, Robert MacDonald, Milo B. Lory), Miglior sonoro (Franklin Milton).
GOLDEN GLOBE 1960: Miglior film drammatico, Migliore regia (William Wyler), Miglior attore non protagonista (Stephen Boyd), Golden Globe Speciale per la corsa delle quadrighe (Andrew Marton).
PREMIO BAFTA 1960: Miglior film (William Wyler).
NATIONAL BOARD OF REVIEW AWARD 1959: Miglior attore non protagonista (Hugh Griffith), National Board of Review Award Speciale per la corsa delle quadriglie (Andrew Marton, Yakima Canutt).
NEW YORK FILM CRITICS CIRCLE AWARD 1959: Miglior film.
DAVID DI DONATELLO 1969: Miglior produttore straniero

luglio 7, 2011 - Pubblicato da | Film per film

2 commenti »

  1. Nessun film rischierebbe più quanto ha fatto la MGM con questo Ben Hur. Cinquanta fa si faceva a gara per gli effetti migliori, la pellicola perfetta, gli attori che facevano scuola grazie solo alla loro interpretazione in una singola pellicola. Questo film è entrato nella storia (e nella classifica) per la regia perfetta, i temi di profondo valore che affronta (non si era mai visto che la storia di Gesù facesse da spalla a quella di un romano, trasformando quest’ultimo nel protagonista di una kolossale parabola che si sviluppa attorno al Salvatore) di numerose scene spettacolari che sono rimaste impresse nell’immaginario pubblico e che appunto han fatto scuola: dal protagonista incatenato e condannato a remare ininterrottamente alla leggendaria corsa delle bighe al Circo Massimo!

    Commento di Luxandro | luglio 11, 2011 | Replica

    • Al giorno d’oggi nessun regista e/o produttore si spingerebbe a queli livelli, ti do pienamente ragione. Troppo rischioso. Bisogna ricordarsi però, che in quegli anni la MGM era vicina alla bancarotta e che -forse- ha voluto tentare il tutto per tutto gettandosi in un kolossal mai visto e mai concepito, sfruttando al massimo le ultime risorse e puntando molto sul nome di William Wyler, per avere il giusto guadagno in proporzione all’enormità della mole di lavoro investita. La povertà aguzza l’ingegno, e direi che la MGM ne è stata la testimonianza!

      Commento di RobbiSaet | luglio 11, 2011 | Replica


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