LA SCELTA DI SOPHIE
“Il cuore di una donna è un profondo oceano di segreti”, recitava la vecchia Rose di Titanic; e anche per Sophie, in questo caso, è così. Ricordi di un tempo passato, di sogni infranti, di soprusi. Vaghi, scoloriti ricordi che si perdono nella nebbia della memoria, fatti della stessa sostanza degli incubi, dai quali ci si risveglia ricordandone solo il terrore. Ricordi per i quali, la protagonista, non perdona la sua stessa esistenza o, in questo caso, la sua sopravvivenza. Si parla di Olocausto, naturalmente. Si parla di una polacca sopravvissuta ad Auschwitz, cui le ceneri dei forni crematori le intasano l’anima. Rea di un’atroce colpa che le è stata imposta, Sophie, a guerra finita, trova la redenzione in America, protetta e viziata da un ragazzo ebreo, Nathan, innamorato di lei e follemente geloso. Follemente, in quanto si scoprirà che questo è affetto da schizofrenia. La furente gelosia di lui e l’arrendevolezza di lei, troveranno il loro baricentro in Stingo, aspirante scrittore del sud, neocoinquilino della palazzina rosa di Brooklyn in cui vivono.
E’ il 1947, e gli Stati
Uniti d’America aprono nuovamente le porte a quegli immigrati disperati, reduci dai bombardamenti europei del secondo conflitto mondiale. La Terra dei sogni offre ancora una volta la possibilità di rialzarsi e di realizzare le proprie ambizioni, quelle ambizioni che, in quegli anni, puntano solo a una vita modesta e spensierata, per fuggire dai demoni della guerra. In questa atmosfera, Nathan, Sophie e Stringo stringono un forte legame, diventando presto amici inseparabili. Pic-nic nel parco, chiacchierate sul tetto e giornate al luna park occupano il loro tempo libero come a cercare una distrazione dai propri timori. Chi è in cerca di sole distrazioni, chi di affascinare la propria consorte e, soprattutto, chi è in cerca di trovare una spiegazione alla propria salvezza. Sophie è sospesa in un limbo, ora è una spensierata trentenne, ora è immersa nei suoi ricordi; la narrazione della storia altalena tra i colori variopinti del presente e le scialbe tonalità color seppia del passato, tra le parole di Stingo e quelle di Sophie, che trova il coraggio di aprirsi con l’amico fidato. E’ un’esistenza forzata, quella della protagonista, reduce indenne di un tentato suicidio e vittima dei suoi stessi ricordi.
Meryl Streep incanta e affascina, immergendosi in un personaggio complesso, incatenato suo malgrado alla realtà di una vita straziante, cui non si può trovare alcun rimedio; l’interpretazione della ragazza malnutrita, costretta alla prigionia di un lager, dove la peggiore tortura non è solo quella fisica ma piuttosto psicologica, portano la celebre attrice ai riconoscimenti di più alto livello come Miglior protagonista, ricevendo il Premio Oscar e il Golden Globe.
Qual è, in definitiva, la scelta di Sophie? Così come nell’omonimo romanzo di William Styron -da cui il film è tratto-, l’esile ragazza polacca sarà costretta a fare una delle più atroci scelte che possano essere imposte a una donna, a una mamma. Al suo arrivo ad Auschwitz, un ufficiale delle S.S. la costringerà a scegliere chi, dei suoi due figli, dovrà recarsi direttamente alle camere a gas. Un privilegio dei polacchi cristiani, a suo dire.
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SCHEDA
Titolo originale: Sophie’s choice. Anno: 1982. Genere: Drammatico. 150 min. Colore. USA. Regia: Alan J. Pakula. Soggetto: William Styron. Sceneggaitura: Alan J. Pakula. Fotografia: Néstor Almendros. Musica: Marvin Hamlisch. Produzione: Alan J. Pakula, ITC Entertainment, Keith Barish. Interpreti: Meryl Streep, Kevin Kline, Peter MacNicol, Rita Karin, Greta Turken, Josef Sommer, Josh Mostel, Günther-Maria Halmer, John Rothman.
RICONOSCIMENTI
ACADEMY AWARD 1982, Oscar per: Miglior attrice protagonista (Meryl Streep).
GOLDEN GLOBE 1983: Miglior attrice in un film drammatico (Meryl Streep).
NATIONAL BOARD OF REVIEW AWARDS 1982: Miglior attrice (Meryl Streep).
KANSANS CITY FILM CRITICS CIRCLE AWARDS 1983: Miglior attrice (Meryl Streep).
BOSTON SOCIETY OF FILM CRITICS AWARDS 1983: Miglior attrice (Meryl Streep).
PREMI ROBERT 1984: Miglior film straniero.
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